irgio: (Default)
irgio ([personal profile] irgio) wrote2020-02-22 06:50 pm

Random (#13)

  • Storia scritta per il COWT10;
  • 934 parole;
  •  prompt: neonato



Quando sei un omega, nella loro società, non hai diritto di scegliere. Sei un’incubatrice, destinato a compiacere gli alfa e ad assicurare che la specie vada avanti, che il tasso di nascite rimanga buono e che le generazioni continuino. Non hai figli, tu non sei un genitore, il tuo compito è solo quello di fornire l’utero in cui far crescere i pargoli e poi spingerli fuori. Quando i bambini sono nati, non sono tuoi, sono della collettività: vengono lavati, visitati e poi spediti verso la loro vera famiglia. Una coppia di beta che non può avete figli o una che ne vuole altri. I bambini sono un bene prezioso, il punto fermo su cui la vostra società si regge e su cui si contrae per proteggerli.
 

Non è sempre stato così, prima alfa, omega e beta erano liberi, limitati dal loro genere, ma comunuque in grado di prendere le proprie decisioni, di non essere semplicemente un mezzo per uno scopo. Poi il tasso di nascite è calato a picco, gli omega hanno iniziato a rivendicare troppi diritti e a voler esser uguali ad alfa e beta, a volere un’eccessiva indipendenza e a sottrarsi al dovere del concepimento. Accadeva quasi cent’anni prima e l’unica soluzione a quella crisi che stava quasi per spazzarli via, è stato di ingabbiarli. Di mettere da parte inutili valori e finti metodi democratici. Gli omega sono stati selezionati tra la popolazione, a ogni primo calore, venivano prelevati e portati via e nessuno li rivedeva più. All’inizio la cosa ha suscitato rivolte, la condanna dell’opinione pubblica, ma poi quando i primi risultati hanno iniziato a farsi vedere, si è quietato. Si trattava di sacrificarne qualcuno per salvarne molti e alla fine un omega era destinato a figliare, quello era lo scopo per cui era nato e per cui era venuto al mondo, quindi non c’era nulla di male nel dargli una spintarella e indicargli la giusta direzione, sei?

 

Quando sei un’omega, nella loro società, passi la vita aspettando di essere ingravidato. Vivi una vita piuttosto normale finché il tuo genere non viene individuato, poi la gente inizia a evitarti, a cercar di non affezionarsi a te, i tuoi stessi genitori apprendono la notizia e ne sono sia distrutti che grati, perché contribuirai alla salvezza della vostra specie - perché sei una benedizione per tutti loro, anche se volerti bene vuol dire soffrire per sempre per la tua assenza. Al primo calore, di solito intorno ai sedici anni, l’omega viene prelevato e portato via. Il calore di solito viene denunciato dagli insegnati o da qualche compagno di scuola; in alcuni casi addirittura dai genitori. La loro p una sorta di fede, sanno di star facendo la cosa giusta per la società e al tempo stesso si congratulano con loro stessi per non essere nati omega, per non essere nati maledetti.

 

Dopo il primo calore, vengono portati in una delle tante strutture per omega e da lì non escono più. Molti muoiono di parto, altri vengono debilitati a tal punto dalle gravidanze che a un certo punto semplicemente il loro fisico non ce la fa più e muoiono, altri ancora non sopportano quello stato di deprivazione e violenza e si suicidano, compiendo un atto atroce e orribile contro la loro splendida società.

 

Gli alfa non hanno la stessa sorte, da questo punto di vista sono più liberi. Possono decidere di donare volontariamente il seme e addirittura di tenere quello che ne nasce, se lo desiderano; sono costretti ad accoppiarsi unicamente quando il numero di volontari diviene troppo basso, ma è una eventualità che non si verifica quasi mai - chi rinuncerebbe a una bella scopata e ad assecondare il proprio istinto?

 

Agli omega viene osservata una camera con un letto e qualche mensola per i loro pochi effetti personali. Alcuni accumulano le foto dei pargoli che hanno sgravato, riempiendo intere bacheca di neonati e bambini dalle guance tonde e i sorrisi sdentati, altri rifiutano categoricamente anche solo l’idea di vedere le creature che gli sono scivolate fuori dalle viscere e rimarcano di non avere e di non volere mai figli.

Durante il periodo del calore, la struttura si riempie di gemiti animaleschi, di versi e degli odori del sesso. Gli omega vengono montati finché il seme non attecchisce e finché non si è sicuri che siano gravidi. Sono rapporti rapidi, frettolosi, in cui non si cerca di norma il piacere dell’altro o intimità, ma solo di alleviare la pressione delle aspettative che grava sulle loro spalle. 

Una volta gravidi, diventano quasi come intoccabili. Le loro richieste vengono accolte; continua a non essergli permesso uscire, ma hanno molti più privilegi di quanti ne potessero sognare prima. Il cibo diventa migliore, le visite mediche più accurate, lo staff per una volta sembra davvero interessato a loro.

Più il ventre si gonfia, più vengono tenuti sott’occhio. Alcuni omega attentano alla vita del nascituro, provano a colpirsi la pancia, a uccidere la creatura che gli cresce nel grembo; qualcuno ci riesce e viene spostato in un’altra struttura, dove la monta è più intensa e le condizioni di vita decisamente meno piacevoli.

 

Al momento del parto, l’omega viene guidato da un team di esperti. Ogni dettaglio viene curato nei più piccoli dettagli, perdere la vita del nascituro non è contemplato. Quando il bambino nasce e piange ed è un ammasso di pelle chiara e tonda, un po’ grinzosa, di piedini morbidi e polmoni rumorosi, all’omega non viene concesso di toccarlo, per evitare che ci sia un imprinting. Il bambino viene portato via e spedito verso la sua nuova famiglia; l’omega rimesso in piedi e preparato alla monta successiva.