irgio: (Default)
irgio ([personal profile] irgio) wrote2020-02-26 04:38 pm

Believe

 
  • Storia scritta per il COWT10;
  • 2500 parole;
  • Snk - Rivetra 
  • Prompt: You wanted to make me believe in love;

 

 

 

 

 

 

 

 

Petra è uno dei suoi sottoposti. Non sembra brillare particolarmente per le abilità militari, né per il carattere, né per alcun ché. Levi a malapena ricorda la sua esistenza, quando la incrocia nel quartier generale o quando Erwin gli chiede novità sui loro nuovi acquisti. 

È una ragazzina mingherlina, col viso pallido e l’espressione di chi non ha mai davvero dovuto fronteggiare una battaglia. È la classica figlia di una famiglia non troppo povera che ha deciso di diventare soldato per assicurarsi una vita altrettanto agiata, lontana dal pericolo della fame o della povertà - pensa Levi. Nel loro mondo, essere un soldato è un ottimo modo per una donna per emanciparsi, per uscire dal controllo del padre e non dover sottostare a un marito o accettare compromessi che non si desiderano. Più di una ha scelto quella strada per inseguire una libertà che in fin dei conti, rinchiusi dentro quelle mura, è per tutti solo una grande illusione. In genere però la gente non sceglie il Corpo di Esplorazione - non decide spontaneamente di suicidarsi - per ottenere la lib età. 

Levi ha sempre ritenuto di avere occhio, di saper capire una persona già da un primo sguardo; è una dote che ha coltivato fin da ragazzino e che lo ha aiutato ad andare avanti, a scegliere chi truffare, chi derubare e da chi tenersi alla larga se desiderava continuare ad avere la testa attaccata al collo. Esamina sempre i nuovi soldati - la nuova carne al macello - e lo fa più per abitudine che per corrispondere all’ordine di Erwin di tenerli d’occhio e cercar di capire chi di loro può tornare utile e chi è destinato a morire subito e per cui non vale la pena perdere tempo. 

Lo fa in modo naturale, coglie un dettaglio, un’espressione, un tentennamento nel modo di poggiare un piede o articolare una frase e sa chi ha davanti. È una dote naturale che ha salvato la vita a lui e a numerosi membri della Legione Esplorativa innumerevoli volte. 

Levi è anche il genere di uomo a cui non piace sbagliare o essere contraddetto, coltiva una filosofia di vita tutta sua, in cui la perfezione è il fine ultimo e il fallimento non deve essere contemplato. Sbagliato vuol dire morire e lui non può ancora permettersi il lusso di abbandonare quel mondo. 

È piuttosto seccato quando col tempo si rende conto di essersi sbagliato sul conto di quel soldato semplice - già il fatto che non sia crepata durante la loro prima missione esplorativa è stato un campanello di allarme decisamente inatteso. Petra Rall è un soldato valido; è una donna timida e pacata, non il genere di persona che dà nell’occhio o che sembra intenzionata a eccellere - ma lo fa lo stesso e Levi la vede. Appartiene sì a una buona famiglia, ma entrare nell’esercito è stata una decisione presa unicamente per seguire il suo istinto e il suo desiderio di salvare l’Umanità, non per sottrarsi a un padre padrone o per elevare la propria condizione sociale - I genitori di Petra sono persone adorabili e quando ha il giorno libero la vanno a trovare; il padre è un ottimo cuoco e ogni volta si presentano con cibo delizioso per tutti loro e sono piacevoli e affettuosi come il genitore ideale di cui si sente parlare nelle favole per bambini e che nessuno crede possa davvero esistere. 

Petra è attenta, è brava, ha un ottimo istinto e i suoi riflessi sanno assecondarlo alla perfezione. Quando è in missione, la sua posizione di sposta di continuo. Ogni volta si rende più valida, più indispensabile. Dalle retrovie fa rapidamente la gavetta, fino a ritrovarsi nelle file di sfondamento. 

Petra è una dei sottoposti di Levi e con il tempo questo la inizia a riconoscere, non è più un volto senza nome o interesse che probabilmente rivedrà solo un’altra volta sulla pira. È seccante e al tempo stesso eccitante avere qualcuno che sopravviva - che resista - al tempo e alla morte, alle fauci dei loro nemici e che faccia ritorno alla base al suo fianco. 

 

 

 

Petra ha i capelli del colore del grano e gli occhi che riverberano alla luce del sole, il sorriso gentile e i modi pacati di chi sembra avere a propria disposizione una pazienza infinita. Profuma di buono, di fiori, e Levi apprezza molto che sembri una di quelle persone che tengono all’igiene e alla pulizia. È una donna curata, anche se non ha la bellezza procace e appariscente delle donne con cui ha avuto a che fare da ragazzino nei bassifondi della città. 

Petra è bella in modo delicato e piacevole, quasi rassicurante. Non ha bisogno di essere appariscente, né è nella sua natura. Sa essere silenziosa come un’ombra e spesso non ci si accorge della sua presenza - il che è solo un altro punto a favore per il soldato che è.

Le sopracciglia sono sottili e bionde e la fronte difficilmente si aggrotta. È una delle poche donne della Legione Esplorativa e spesso i suoi commilitoni la infastidiscono o si divertono a fare sfoggio di una mascolinità eccessiva e bruta con il solo scopo di metterla in imbarazzo o farla arrossire e ricordarle che lei, in fin dei conti, è solo una donna e che quello non è il suo posto. Un po’ di sano nonnismo, lo chiamano loro. 

Petra che è l’ultima di quattro figli, con tre fratelli maschi, non è nuova a questo genere di atteggiamenti o comportamenti, solo che a vent’anni pensava che quella in cui si ha bisogno di affermare il proprio io maschile fosse ormai passata. Non dice niente in ogni caso, rispondere è inutile, e quando qualcuno va un po’ oltre o prova a toccarla, semplicemente alza i tacchi e va via. Qualche volta le sono uscite anche una o due risposte acide, ma non vede perché dare peso alla cosa.

Una sera, quando sta facendo ritorno al proprio alloggio, un soldato, uno di quelli che di solito si diverte a pranzare in mensa con lei e a fare allusioni non troppo velate, le si para davanti. Le afferra un polso, è ubriaco. 

- Andiamo, dolcezza - biascica tanto che Petra fa quasi fatica a capire cosa dica, anche se le sue intenzioni sono invece piuttosto chiare - Fammi compagnia. Ci divertiamo - e la tira di nuovo.

Petra è un soldato, è addestrata, non lascia che il terrore la schiacci o la fermi. Non si lascia fare alcun ché, sa difendersi. Sa difendersi meglio di molti altri soldati e il suo corpo reagisce prima ancora del suo cervello. Si divincola, strattona il braccio e l’altro soldato barcolla e cade a gambe all’aria.

- Buttana - biascica ancora e fa per rialzarsi, ma i sensi non lo assistono, il mondo gira e alla fine rinuncia e si accascia al suolo. Petra è ancora interdetta quando lo sente iniziare a russare. Il mattino dopo non si sarebbe ricordato niente.

Lei invece si sente umiliata, anche se non le è stato fatto niente e non ha avuto bisogno dell’aiuto si nessuno. 

 

La mattina dopo ha dei segni sul polso, le occhiaie di chi ha passato una notte insonne a rodersi il fegato e una fronte aggrottata che non le si addice. Levi lo nota, mentre sono in ufficio e le sta dando delle scartoffie da riordinare. Lei gli allunga la sua tazza di caffè, come ormai di consueto, e lui li vede, i lividi. 

È cresciuto in un contesto in cui i lividi su una donna o su un ragazzino sono una consuetudine e avere solo quelli è una gran fortuna. Al tempo stesso ha seguito la filosofia del “chi si fa i fatti suoi campa cent’anni”. Se un soldato non è abbastanza forte da difendersi da solo, è destinato a morire, a dare la sua vita per la causa. Nulla di nuovo. 

I deboli nel loro mondo vengono schiacciato - divorati - e ognuno dovrebbe imparare fin da subito a camminare con le proprie gambe. 

Petra non fa cenno della cosa, non dice niente sui lividi. Non parla per niente e Levi intuisce che non si tratti di paura o timore il suo, ma di rabbia. Ne è compiaciuto.

Quando alla fine si accorge dei suoi occhi su di lei, si tira giù le maniche e chiude tutti i bottoni dei polsini. 

Levi si dice che non sono affari suoi, che indagherà giusto per essere sicuro di non avere problemi durante la prossima operazione al di fuori delle mura. Quel giorno la tiene in ufficio più del dovuto. Gli straordinari per lui non sono una cosa insolita, ma in genere a una certa ora manda tutti via per poter lavorare da solo - si concentra meglio, dice. Petra non sembra fare caso alla cosa, troppo impegnata a ricontrollare gli ultimi report provenienti da un punto di osservazione a ovest delle mura. Quando alla fine la manda via, fanno un tratto di strada insieme e col passare dei giorni quella diventa una piacevole abitudine.

 

Petra siede sempre al solito tavolo e i suoi turni di solito non coincidono con i soldati che fanno parte della squadra di Levi, con le persone con cui ha legato o con cui ha fatto amicizia. A mensa spesso non ci sono facce amiche, solo volti conosciuti, ma è una cosa a cui ha fatto rapidamente l’abitudine e che non la tocca più.

È dura, è una roccia, e il pasto lo consuma rapidamente per tornare il prima possibile a lavoro. La sua è una vocazione, non ha scelto quella strada per avere una scappatoia - certamente non avrebbe scelto la Legione Esplorativa in quel caso - e il lavoro la completa, le appartiene. Anche semplicemente sistemare documenti od obbedire a un ordine di un suo superiore la fa sentire parte di quell’organismo nato e pensato per l’umanità e tanto le basta. Il pranzo è solo tempo rubato ai suoi doveri e non approva come molti altri lascino che la pausa pranzo si dilati all’inverosimile, attardandosi più del dovuto. 

Il tavolo è uno di quei tavolacci ricavato da lunghe assi di vecchio legno, di quelli resistenti a cui hanno seduto innumerevoli soldati prima di lei - quasi tutti ormai andati. È vicino alla finestra, di solito il sole filtra dal vetro e le fa compagnia durante il pasto. 

La compagnia sgradita è una costante, che sia qualche soldato che vuole fare due chiacchiere non richieste o il balordo di turno che crede di essere un soldato migliore di lei perché ha qualcosa che gli penzola tra le gambe.

Il cibo della mensa non è orrendo, non è neanche la cucina deliziosa e calda di suo padre, ma è accettabile. Niente di immangiabile, tutti cibi scelti per favorire il loro corpo e gli sforzi a cui sono sottoposti durante gli allenamenti. Quel giorno c’è la minestra e ci fa vagare il cucchiaio, il polso ancora viola che le duole appena e la mente rivolta alla missione esplorativa imminente. Neanche si accorge di avere compagnia finché qualcuno non la chiama per nome.

Sono tre uomini, uno più alto in grado di lei, gli altri due soldati semplici. Riconosce l’uomo che l’altra sera l’ha aggredita e dal modo in cui la guarda sa che ricorda, anche se non tutto e non in modo nitido. 

Le avance, le battute, le risate volgari. Sono cose a cui è ormai abituata, è una donna in un organismo quasi prettamente maschile, adattarsi è stata la prima cosa che le hanno insegnato. Si lascia scivolare addosso tutto, le allusioni, gli inviti, i complimenti spinti. Uno dei due soldati semplici, l’altro, ha un viso pulito e sembra quasi a disagio quanto lei. Non parla, sia limita a succhiare la minestra dal proprio cucchiaio facendo più rumore del necessario. 

Alla fine arriva, la mano. L’uomo dell’altra sera - Jona, tipo - le dice qualcosa di osceno e poi prova a toccarle il petto. Petra non ha neanche il tempo di capire esattamente che cosa stia accadendo, che la faccia del soldato è affondata nel suo piatto, spinta con tanta forza da quasi romperlo. 

Levi è dietro di loro, l’espressione serafica e arcigna di sempre, il fazzoletto ben annodato attorno al collo chiaro. Se Petra non lo conoscesse, farebbe fatica a riconoscere i segni della rabbia. La mano appena tremula, le dita che si aprono e si allontanano, le sopracciglia più rilassate di quanto gli sia consueto, il piede sinistro spostato in avanti. 

- Dovreste fare più attenti - dice solo e Petra legge un muto teste di cazzo venir mimato dalle sue labbra.

Per qualche giorno, durante quelle settimane, Levi e alcuni membri della loro squadra pranzano insolitamente con lei a mensa. Gli altri soldati non si fanno vedere mai più.

 

 

 

 

Petra ha i capelli del colore del grano e gli occhi color oro, le sue cosce sanno di miele e quando sono insieme, da soli nell’intimità di uno dei loro alloggi, diventano appiccicose e confortanti. Levi ci si perde dentro, affonda dentro di lei e si lascia cullare dal suono del suo respiro, dai suoi ansiti, dai versi di piacere che si lascia scappare prima di cedere a lui del tutto. 

Petra è bella, è delicata e al tempo stesso è un soldato e sul suo corpo porta i segni delle battaglie che ha affrontato - degli scontri che hanno condiviso - degli allenamenti con l’attrezzatura per i movimenti 3D.  Ha il fisico sottile, ma allenato e scattante, e talvolta, quando si sente particolarmente in vena di lasciarla fare, le permette di avere la meglio: si rotolano nelle coperte, si baciano, si mordono, si graffiano e alla fine lei si mette sopra di lui, gli stringe le cosce segnate attorno alla vita e lo lascia entrare dentro di sé.

Gli piace averla lì, così, a passare qualche ora piacevole nel dimenticarsi che fuori il mondo muore e a fingere di essere due nessuno qualunque. Quando è sopra di lui, sobbalzano appena a ogni spinta e bacia prima loro e poi lei.

Ha due seni piccoli e prefetti, coi capezzoli rosei e Levi si diverte a mordicchiarli e succhiarli e a torturarla finché non geme e lo prega di metterglielo dentro senza tanti complimenti. 

Di donne lui ne ha avute diverse, alcune anche quando era un ragazzino, in uno di quei bordelli sudici che frequentava coi suoi amici, altre una volta entrato nelle forze armate. Sono corpi, membra, pelle che gli ha dato piacere, ma per cui non ha provato che l’amore momentaneo per chi ti regala una scopata piacevole.

Petra invece lo rosicchia da dentro, giorno dopo giorno, amplesso dopo amplesso, si scava uno spazio piccolo, tra il suo petto e il suo cervello e lo costringe a provare cose che non desidera, a riconoscere un’umanità che ha cercato di schiacciare; gli insegna a provare affetto e poi amore, anche se sono debolezze che non deve permettersi. 

Petra gli insegna cose nuove, si fa maestra di sentimenti dimenticati e quando poi sparisce, Levi la maledice.