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  • Storia scritta per il COWT10;
  • Prompt: Omnia munda mundis. - 'Tutto è puro per i puri.' (San Paolo)
  • Beastars | Legoshi/Haru;
  • 523 parole;

 

 

 

 

 

 

 

Haru ha un pelo bianchissimo, privo di alcun tipo di macchia o impurità. È piccola e morbida, con il manto sofficissimo e la figura minuta e deliziosa della sua specie. I ragazzi, indifferentemente dalla specie a cui appartengono, sono attirati da lei; Haru calamita gli occhi di tutti - anche di alcune ragazze - e quasi non se ne accorge. Le piace essere l’oggetto del desiderio altrui, la fa sentire viva, desiderata, forte. Per un attimo smette di essere la preda. 

Haru è una femmina di coniglio nano olandese, con il pelo bianco e un pessimo istinto di sopravvivenza. 

 

È calda e piccola, Haru, e nel letto, tra le lenzuola, smette di essere fragile o debole o inferiore. Diventa desiderata, uguale al proprio partner, padrona dei suoi desideri e del piacere altrui. Lo ha scoperto a sedici anni, che se vuole essere più di una preda, deve spogliarsi. 

Legoshi è enorme, alto più della normale, con spalle ampie e un pelo ispido che la punge e le pizzica la pelle, trapassando la protezione del suo manto soffice. 

Il futon è incastrato contro la parete ed è un groviglio di lenzuola e arti. Legoshi le carezza piano la schiena, terrorizzato dall’idea di poterle fare male e le strofina il muso contro una guancia - piano, delicato, adorabile. 

Haru non ha mai avuto un amante delicato - non ha mai chiesto a nessuno di esserlo, delicato, neanche a Louis - e Legoshi è, ancora una volta, una novità. E più Legoshi è spaventato e accorto, più le dà attenzioni e la vizia e cerca di darle piacere con l’ingenuità dei verginelli e delle prime volte, più Haru diventa impaziente. 

Haru lo bacia, lo tocca, lo spoglia e lo morde sul collo, nella 

Il sesso è strano e imbarazzante, fatto di piccole spinte e ansiti e di Legoshi terrorizzato di fare ogni cosa, che la stringe e la bacia piano e strofina il muso contro quello della coniglietta, per chiedere perdono.

- Non mi stai facendo male - gli ripete fino allo sfinimento Haru, accompagnando le sue spinte e stringendogli il muso tra le zampe bianche. 

Legoshi rantola e ulula piano e stringe il futon così forte che sente gli artigli dilaniarlo; Haru geme e lo chiama e si contorce e ha gli occhi neri lucidi e il corpo caldissimo. 

 

Quando è tutto finito, Haru ha la spiacevole sensazione di dover andare via, raccattare i propri vestiti e sparire, come tutte le volte precedenti, con altri partner, quando era ancora una ragazzina. 

Legoshi ha sempre avuto un istinto eccezionale per questo genere di cose - per lei - e non le dà neanche il tempo di mettersi seduta. Un braccio la attira a sé, più vicino, contro quel pelo ispido e grigio e quel petto pieno di cicatrici. Haru sospira e, un po’ per dispetto, un po’ involontariamente, gli sfiora la punta del naso con una delle lunghe orecchie. 

- Rimani - le dice solo, con una voce così innocente e speranzosa che Haru fa davvero fatica a pensare che possa appartenere a un carnivoro. Lei annuisce e lui inizia a scodinzolare in modo incontrollato. 

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