Morte

Mar. 24th, 2021 11:54 pm
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 M4  - Il paradiso senza di te non ha più senso.

781 parole 

 

 

 

 

La ricompensa, per una Cacciatrice, è la morte, l’annullamento, la pace eterna. Per una vita di caccia, di lotta, di rinunce e sofferenze, vengono ripagate con la fine. 

Buffy ne è consapevole, lo ha appreso anni prima, e lo ha accettato. Ha trascorso il resto della propria esistenza cercando di resistere, affrontando ogni problema, ogni creatura mostruosa, ogni nuova apocalisse con la determinazione di non cedere. Lei, quella ricompensa, non la vuole. Non è quello che merita, non è quello che si è aspettata quando, a quaindici anni ha dovuto dire addio a tutta la sua vita, a tutte le sue aspettative e a tutti i suoi sogni. 

La morte è una compagna silente, perennemente attaccata alla sua pelle, che le soffia sul collo e le carezza i lobi delle orecchie. La accompagna durante l’adolescenza, quando ancora non ne capisce del tutto il fascino oscuro e proibito che esercita su di lei; la vive quando si lascia cadere nel vuoto, nel portale, e mette fine a un’altra apocalisse e salva sua sorella, Dawn; rimane sospesa per un tempo lunghissimo e lontano finché non viene riportata sulla terra e costretta a strisciare sulla terra e a riabbracciare il dolore, il sacrificio e il tormento della sua esistenza. La morte e lì, sempre vicina, sempre presente, sempre avvinghiata alla sua carne. 

Non ne ha paura, la sfida in ogni caccia, in ogni inseguimento, in ogni compattimento. La vede riflessa negli occhi dei suoi amici e sempre la vede perdente, quando uccide l’ennesima creatura maligna, l’ennesimo vampiro, l’ennesimo demone.

 

La morte la accarezza, la stuzzica, le fa compagnia durante la ronda. Non la lascia mai sola, mentre le carezza le guance e le smuove i capelli, le toglie il fiato. Buffy danza con lei, come ogni vera cacciatrice, si toccano per istanti lunghissimo e poi, di nuovo, le sfugge. La trova nei suoi amanti, in Angel prima e in Spike poi: la trova nei suoi amici, quando perdono una battaglia e uno di loro smette di vivere e si abbandona all’oblio. 

 

Con il tempo la accetta, la abbraccia e, quando ormai il suo dovere è fatto, è compiuto, la missione portata a termine e sulla terra camminano tante cacciatrici quante sono le creature maligne che animano gli incubi degli esseri umani, Buffy cede.

Morire non è spaventoso, non è neanche troppo doloroso. Perde una battaglia, rimane vittima della sua stessa caccia e scivola via. E improvvisamente il mondo smette di girare, il corpo di fare male, la mente di essere assillata con pensieri e tormenti che fino a qualche secondo non le davano pace. 

 

La Cacciatrice è morta e Buffy smette di esistere, quasi si annulla del tutto, come era successo tanti anni prima, per la prima volta. Morire è facile, è come galleggiare nel niente, tra le nuvole e non essere niente e tutto allo stesso tempo.

La morte è sua amica e Buffy è in quello che alcuni chiamano paradiso. È tutto e niente, non ha corpo, non ha voce, è solo una coscienza quasi del tutto assopita, che lotta per mantenere un barlume di lucidità. Lei ha lottato per tutta la sua esistenza, per tutte le sue vite. Questo neanche la morte riesce a toglierlo. 

 

Passano mesi, anni, decenni prima i suoi amici, le sue allieve, la raggiungono e rincontrarsi non è un moto di felicità o di dolore o stupore. Accetta la loro presenza come una realtà imutabile e che quasi non la tocca. Anche Dawn non turba il suo stato, non cambia il niente in cui fluttua. La sente solo un po’ più vicina di com’era in vita e poi, con il tempo, dimentica anche lei. 

 

Tutto è vuoto e niente e si perde e non respira, ma ne sente il bisogno. L’esistenza, il nulla, è di un biango abbacinante, abbagliante, innaturale. Tutto è pace, è calore, è serenità. Non c’è dolore, non c’è paura, non c’è solitudione. 

Tutto è come la prima volta in cui è morta, il paradiso la accoglie e la abbraccia, ma lei rimane per metà vigile, in attesa. Tutto è uguale e tutto è diverso. Un’ombra le tocca la mente, una macchia che spicca nel bianco della morte. 

Lei aspetta, attende e la morte la culla come faceva sua madre da bambina, ma la mancanza rimane. La sente e Buffy prova a rassegnarsi, ma la sua anima trema e soffre. Le manca una parte, una parte a cui non si ricongiungerà mai.

Spike è sulla terra, o all’inferno, lei non può vedere le creature senz’anima. Spike non c’è, non è come lei e il paradiso non è più sereno e caldo come la prima volta. L’eternità e l’annullamento quasi perdono di senso e Buffy, un po’, si sente tradita per quella promessa mancata e non mantenuta per una seconda volta. 

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