irgio: (Default)
[personal profile] irgio
 Storia scritta per l’ultima settimana del COWT11;

M4 – “Ti porterò in paradiso”

550 parole

 

 

 

 

 

 

Schiavo, figlio di schiavi; non ha mai conosciuto la libertà e non ha neanche mai osato anelare a essa, terrorizzato all’idea della punizione che l’avrebbe immediatamente colto. Non ha, nella sua mente, un ricordo felice, un attimo di fuga, di libertà. Nato e cresciuto tra le mura che lo hanno visto schiavo e servo prima di un padrone e poi di un altro; non ha mai conosciuto suo padre, non ha neanche mai sentito parlare di lui. 

È stato cresciuto come un agnello, una perla da tenere da parte per poi depredarla con ancora maggiore ferocia, per godere fino all’ultimo del terrore e della sorpresa, della paura e della incredulità.

 

Ricorda in modo vago gli sguardi di pietà e le occhiate di afflizione che gli venivano rivolti, nei primi anni della sua vita, dagli altri schiavi. Era ancora troppo giovane e ingenuo per chiedersi per quale motivo a lui spettasse un trattamento differente da quello degli altri. Piccola carne da macello, viziato e trattato quasi come un romano, dai capelli del colore del grano maturo e la pelle chiara e priva di cicatrici e libera dai calli che, invece, già segnavano la pelle degli altri infanti schiavi.

La sua era una esistenza vissuta all’ombra degli alberi del giardino o avvinghiato alle vesti del suo padrone o ancora seduto sulla sue ginocchia quando, la sera, gli insegnava a leggere o si limitava a carezzargli i capelli e a ordinargli di rimanere piccolo e grazioso il più a lungo possibile.

Poi, una volta diventato fanciullo, quando i peli non erano ancora usciti e le carni erano in quel momento di confusione e dubbio, in cui il corpo non ancora del tutto chiare sul come cambiare dalla forma di infante a quelle di uomo, aveva realmente compreso quale fosse il suo destino. Una notte il padrone lo aveva chiama nelle sue stanze e lo aveva preso. 

Gli erano state fatte cose indicibili da quel giorno. Era nato per essere il servo sessuale del suo padrone, per servirlo e soddisfarlo in ogni sua perversione, per accontentarlo e svuotare i suoi lombi. Il sesso è dolore, è umiliazione, è spiacevole e indesiderato e lui ne apprende i segreti e le tecniche quando è ancora troppo giovane. 

 

Improvvisamente gli occhi, gli sguardi di compassione, degli altri servi gli divengono chiari e aspetta di morire.

 

 

 

 

71 a. C. 

Capua

 

 

C’è qualcosa di febbrile e folle nel modo in cui vede il mondo prendere fuoco, le mura che lo hanno tenuto prigioniero cadere, i suoi carnefici cadere e morire. C’è qualcosa di profondamente giusto in quello scenario e il cuore diventa meno pesante, meno doloroso, meno cupo. 

Smette di attendere la morte come un’amica di vecchia data e inizia di nuovo a camminare sulla terra come se lui le appartenesse. 

 

Il sesso arriva dopo giorni, mesi, dalla sua liberazione e per la prima volta nella sua esistenza prova davvero il piacere, scopre cosa è fare l’amore con un’altra persona, con qualcuno che vuole e che desidera. Si sente, improvvisamente, beato, come toccato da un dio.

L’altro farfugli al suo orecchio, in una lingua che non conosce – non sa neanche se sia davvero una lingua – ma tra i suoni legge la promessa di un piacere indicile, della cura, dell’affetto. Per la prima volta si sente felice. 

 

This account has disabled anonymous posting.
If you don't have an account you can create one now.
HTML doesn't work in the subject.
More info about formatting

Profile

irgio: (Default)
irgio

April 2023

S M T W T F S
      1
234 5678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30      

Style Credit

Expand Cut Tags

No cut tags
Page generated Jan. 5th, 2026 07:30 am
Powered by Dreamwidth Studios