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[personal profile] irgio
- Storia scritta per il COWT10;
- 403 parole;
 


Port’Alba è un nugolo di librerie, di bancarelle e di libri, con gli studenti che fanno avanti e indietro alla ricerca dei libri universitari, in una passeggiata sfrenata tra una lezione e l’altra, e gli appassionati che si fiondano alla ricerca di un volume raro o di quel pezzo introvabile e fuori produzione che si pensava ormai perduto da decenni.
 

Port’Alba è quella tappa fissa quando hai il cuore troppo pesante e i piedi reclamano di muoversi, di passeggiare, ci aiutarti a farti scivolare tutto addosso. Port’alba è quel posto magico in cui perdi il conto del tempo e in cui esci sempre più ricco di quando ci sei andato, in cui con uno o due euro puoi comprare libri quasi nuovi e in cui il brivido della scoperta è sempre presente. 

C’è di tutto, ogni bancarella, ogni libreria ja un’offerta peculiare e unica, un dettaglio o un genere che altrove non si può trovare. C’è quella a metà strada che vende i fumetti gialli degli anni ottanta, quella all’angolo, vicino al bar, che ha tutta una collezione di libri d’arte - anche se di discutibile qualità - quella sul lato destro che espone solo libri incelofanati e che te li fa pagare un nulla, anche se sono nuovi; c’è quella all’inizio di port’Alba, quella che ti dà il benvenuto, che vende un po’ di tutto ed è anche cartoleria e ha i quaderni con le fantasie più carine e le matite dalle forme più ridicole. 

Ogni tanto ci vado, mi ci perdo e torno a casa con libri da nascondere ai miei e il cuore un po’ più leggero. Alle volte prendo anche una birra, arrampicata su uno dei tavolini del bar lì vicino, a sfogliare il mio ultimo acquisto, perdendomi nelle pagine gialle, scoprendo piccoli appunti del proprietario precedente o immagini ormai sbiadite. 

Se mi chiedono quale sia il mio posto preferito, non lo dico, più per paura che qualcun altro scopra il mio angolo di paradiso che per imbarazzo. A me Port’alba piace, piace anche assai, ma perché non c’è mai nessuno che conosco, perché posso fare un po’ il cazzo che mi pare e passare il tempo senza la presenza molesta di qualcuno che conosco a sfracassarmi le palle. 

A Port’Alba prendo i miei momenti, spendo il mio tempo, mi faccio quelle coccole che la gente dice sempre di doversi fare per tirarsi su l’umore. Me piace assai, sì. 

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irgio

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