- Storia scritta per il COWT10;
- Haikyuu - Shoyo Hinata, Tobio Kageyama;
- Prompt trust;
- 561 parole;
La fiducia è un sentimento strano, incondizionato, talvolta anche del tutto involontario e al di fuori del proprio controllo. La fiducia è fidarsi incondizionatamente di un’altra persona, fare affidamento su di lei e credere in lei in modo incrollabile.
Shoyo Hinata è sempre stato quel genere di persona fiduciosa. Per quanto sia basso, non ha mai avuto dubbi su cosa volesse fare nella sua vita; non ha mai avuto dubbi sul voler diventare un giocatore di palla a volo e ogni allenamento, ogni palleggio, ogni volta che la palla gli finiva contro la pelle delle mani o delle braccia era per lui un atto di fede incontrollato. Voleva giocare, voleva saltare, voleva schiacciare. Ogni fibra del suo essere gli intimava di fare di più, di farlo meglio e di credere che la prossima volta quella battuta o quel salto gli sarebbero riusciti.
Hinata è fiducioso e allegro, chiassoso e incapace di stare fermo per troppo tempo o di concentrarsi - a meno che non sia in partita. Ha quegli occhi enormi che si meravigliano per ogni cosa durante l’allenamento e i capelli di un’accecante arancione che preannunciano immediatamente il suo carattere solare e gioioso, capace di risollevare l’umore dei suoi compagni in un batter d’occhio e di fare quei sorrisi enormi e tutto denti che lo fanno sembrare ancora piccolo di quanto non sia. Hinata adora i suoi amici, li ama quasi quanto la pallavolo e gli è talmente grato che alle volte gli mancano le parole. Lui che per anni è stato solo, in un club di cui era l’unico membro, ancora non riesce a capacitarsi di andare in palestra e di trovarli tutti lì, rumorosi e numerosi.
Tobio Kageyama invece ha paura di fidarsi degli altri, ha ancora stampato nella mente quello che è accaduto alle medie. Non ha il sorriso aperto ed energico di Hinata, né i modi di fare chiassosi di Yuu o di Ryu, con il viso lungo e magro e l’espressione sempre rigida e severa e dei capelli neri e lisci che non fanno che aggravare lo stato di totale staticità della sua persona.
Tobio è anche permaloso e deve sempre fare fatica per non dire quello che pensa, per non sgridare i suoi compagni di squadra e per non dare addosso a nessuno, anche se durante un allenamento o una partita fanno l’ennesimo errore stupido che si sarebbe potuto impedire.
Kageyama è l’opposto di Hinata e vederli giocare insieme è una cosa così strana e buffa da sembrare quasi impossibile - loro per primi non nutrivano alcuna speranza che la cosa funzionasse.
Eppure c’è qualcosa nel modo in cui Hinata salta senza guardarlo, nel modo in cui gli sorride dopo che hanno fatto punto, nel totale abbandono che mette quando si affida alle sue alzate, che Kageyama non può ignorare. Per giorni, allenamento dopo allenamento, non riesce a capacitarsene o a dare un nome a quel sentimento strano e nuovo. Hinata non sembra minimamente scosso dalla cosa o dare segni di provare quello che prova lui - e Tobio non ne è sorpreso, è consapevole che Hinata sia un sempliciotto.
È con orrore che un giorno Kageyama realizza cosa sia quella sensazione piacevole che prova a ogni alzata, il piacere che lo infiamma quando vede Hinata alzarsi a mezz’aria a occhi chiusi, che lo scuote quando l’altro lo guarda con quel sorriso idiota. Fiducia.