Vinum incendit iram
Mar. 21st, 2020 12:19 pm
- Storia scritta per il COWT10;
- Prompt: Vinum incendit iram. - 'Il vino accende l’ira.' (Lucio Anneo Seneca);
- Originale;
- 263 parole;
Gli occhi sono acquosi, grandi, dilatati nello sforzo di rimanere aperti; sono arrossati e cerchiati dalle occhiaie e gli danno un’aria spettrale e allucinata. Il vino gli bagna le labbra, scende in rigoli rossastri sul mento, cade tra le pieghe delle vesti, gli scende in gola e poi gli brucia nelle viscere.
Lo sente ribollire, richiamare una parte di sé che credeva sopita e fare violenza su di lui perché ceda e lo riconosca come suo padrone, perché gli ceda il controllo totale sul suo corpo.
Fuori fa freddo, il fuoco scoppietta nel camino e si versa un altro goccetto, giusto per farsi coraggio.
Sua moglie lo ha tradito e lui lo ha scoperto per caso. L’ha presa piuttosto bene, anche se ne è rimasto scioccato. Il tradimento è un fattore a cui non aveva mai pensato, sentendosi sicuro e protetto dal vincolo matrimoniale e dall’aver scelto una donna che non spicca né per bellezza, né per intelligenza, né per capacità. Pensava di essere protetto.
Beve un altro bicchiere e le viscere gli si incendiano ancora di più e con loro il pensiero del tradimento diventa sempre più pressante, più intenso, più fastidioso. Un tarlo che gli scava piano piano la tempia e si insinua man mano dietro gli occhi,
Un bicchiere, uno ancora e il vino è aspro e gli sfugge dalle labbra e fa un disastro. A un certo punto non sa più neanche quanto abbia bevuto o dove sia o cosa stia facendo.
Si sente solo un fuoco e sua moglie grida e il suo corpo non gli risponde più.