Random (#27)
Mar. 21st, 2020 08:25 pm- Storia scritta per il COWT10;
- Prompt: Water
- Originale;
- 324 parole
La spiaggia è affollata. Decine e decine di ombrelloni occupati da centinaia di persona. È normale, è agosto, la gente si riversa al palate nelle piscine, nelle spiagge o in qualunque posto fresco.
L’acqua è fredda e pulita - ancora per poco, a occhio e croce, considerando il numero di persone che c’è - e lei ci si immerge lentamente, cercando di prendere coraggio.
Lo sa che è la cosa peggiore fare così, temporeggiare, bagnarsi con calma, cercando di prenderli il proprio tempo. L’unico metodo efficace è buttarsi a peso morto in acqua, congelarsi all’istante e acclimatarsi più rapidamente.
Lo sciabordio dell’acqua è piacevole, lo sono meno le onde che si vanno a scontrare contro il suo busto, schizzandola e facendola rabbrividire. Ha sempre detestato il mare anche per quello. Lei è sempre stata più un tipo da piscina, dove niente si muove, l’acqua non ti brucia gli occhi in modo mortale e non ci sono cose che nuotano o strisciano attorno alle tue gambe.
In realtà a lei il mare non è proprio mai piaciuto e neanche la spiaggia o prendere il sole o tutta quella gente rimorona attorno. La sabbia le si infila sempre nel costume e le irrita la pelle; se la sabbia non c’è e si tratta di una spiaggia di sassi, questi sono roventi e le fanno male ai piedi e montare l’ombrellone o stendersi sul telo è un tormento; il sole, non importa quanta crema protezione 50+ per bamini in fasce, albini o senza pelle metta, la brucia irrimediabilmente, dino a farle uscire orrende bolle di acqua e a costringerla a rimanere ferma e mummificata in una posizione per evitare il dolore della pelle ustionata - per non parlare dell’orribile sensazione di quando la bruciatura passa e la pelle inizia a seccarsi e a venire via come se si fosse un rettile.
L’acqua le arriva quasi al seno quando finalmente si decide a lasciarsi cadere e ad affondare.