Jejunus raro stomachus vulgaria temnit.
Mar. 21st, 2020 11:45 pm- Storia scritta per il COWT10;
- Prompt: Jejunus raro stomachus vulgaria temnit. - 'Uno stomaco raramente digiuno disprezza cibo volgare.' (Orazio)
- 286 parole
Stefano è stato via per un tempo lunghissimo, quasi sette anni. Si è arruolato che non aveva più di diciassette anni ed è partito. Non ha mai voluto fare il militare, però poi è sdoppiata la guerra e non ha potuto sottrarsi alla leva obbligatoria. Sua madre ha cercato di inventare tutti i malanni e le indisposizioni dell’animo possibile - pertosse, asma, spina bifida, cecità, sordità a un orecchio, impotenza, piede equino. Non è valso a niente e alla fine si è imbarcato e ha passato più tempo di quanto gli piaccia ricordare nella pancia di una nave, tra altri soldati altrettanto spaventati e spauriti e scarafaggi e topi.
Ricorda la prima ragazza di cui si è innamorato, Anna, con i capelli sempre intrecciati e qualche ricciolo castano che le sfuggiva alla treccia e le si posava sulle guance. L’avrebbe sposata, Anna, se fosse tornato vivo. Era una bella ragazza, coi fianchi larghi e le forme procaci e abbondanti di una donna che più sgravare molti figli. Il culo di Anna, in particolare, è la cosa che spesso gli torna alla mente, la sera, quando è da solo nella branda e viene senza fare troppo rumore. Altri dei suoi compagni invece sono rumorosi e grugniscono e fanno versi osceni. Stefano ha dei brividi ogni volta.
A Stefano piacciono le donne, la figa, le tette grosse e i sederi generosi. Gli piacciono le curve femminili, i capelli lunghi e profumari, le mani piccole - i piedini che si intravedono dalle scarpette.
In tempi di guerra, però, ogni buco è trincea è dopo sei mesi che p imbarcato, cede al bisogno è si ritrova a quattro zampe sulla branda di un tizio di cui non ricorda il nome.