Random (#53)
Apr. 5th, 2022 06:33 pm1160 parole
Marlene McKinnon ha un naso un po’ troppo lungo e le guance piene di lentiggini. Vista da lontano, è graziosa, con i capelli disordinati, ricci e biondissimi e lo sguardo sempre un po’ spaesato. Da vicino, si nota il naso sproporzionato, la pelle rovinata dall’acne e l’assenza, anche accennata di forme, e smette di essere così graziosa. Anonima, potrebbe dire qualcuno anche in modo un po’ troppo benevolo.
Marlene è una Grifondoro inusuale, sempre pronta a nascondersi dietro a qualcun altro, priva di iniziative e, apparentemente, di coraggio. Qualcuno si chiede se il Cappello parlante questa volta non abbia preso una cantonata mostruosa e non abbia detto Grifondoro al posto di Tassorosso – si sa che quell’affare ha visto fin troppe lune, forse sarebbe il momento di mandarlo in pensione.
È un puntino in una multitudine di stelle molto più luminose e nessuno fa caso a lei. Carente nelle arti magiche, nello studio, anche nelle interazioni sociali. Una figura sbiadita e poco saporita che si aggira per i corridoi di Hogwarts senza alcun interesse a lasciare il segno. Una creatura mite, pacata, che difficilmente attira gli sguardi su di sé.
I suoi compagni di Casa si sono rapidamenre abituati a lei, per poi altrettanto rapidamente dimenticarsene, presi da cose ben più interessanti. Dorcas Moenwen è forse l’unica vera amica di Marlene, ma più perché si conoscono fin da bambine che per altro. In ogni caso, non passano molto tempo insieme, giusto nelle pause tra una lezione o un’altra o il pomeriggio, in biblioteca, quando hanno un compito da scrivere e da consegnare all’ultimo – come al solito.
Dorcas, d’altra parte, è un Tassorosso piuttosto inusuale, tanto quando Marlene sia uno strano Grifondoro. Al primo anno, quando sono state smistate, è stata chiamata prima Marlene e poi subito dopo Dorcas – quando nessuno li sente, alcuni suggeriscono malignamente che il Cappello Parlante si sia confuso e le abbia scambiate di Casa.
Regulus neanche sa della sua esistenza, anche se sono stati compagni di banco al corso di Storia della magia, al terzo anno, durante una esercitazione mista di Pozioni e Marlene, al primo anno, si è tirata l’asta della sua scopa volante sulla faccia, durante la prima lezione di volo.
È anonima ed è felice di esserlo. In un mondo che si affaccia alla guerra e in cui quelli come lei, i Sangue Sporco, creano sempre più clamore e odio, fino a ridursi a essere preda dei Mangiamorte più efferati, Marlene sceglie volontariemente di essere aninima. Vuole davvero passare inosservata. Salvarsi la pelle è forse quello che più desidera, non la fama, non il clagore, non gli occji di qualcino che la veda per quello che è.
Marlene si crogiola nell’essere una perferra nessuno tanto quanto Regulus si avvia a diventare uno dei fautori della distruzione degli equilibri del mondo magico.
*
Quando iniziano il settimo anno, Marlene è solo felice di non essere ancora morta. Sui giornali si moltiplicano notizie orribili di morti, scomparse e tragedie di ogni sorta, con il Signore Oscuro che ingrossa le proprie file e i maghi che diventano carne da macello per una guerra che lei, personalmente, ritiene priva di alcun senso e alcuna ragione.
Come tutte le guerre, si sentirebbe di dire, ma sceglie di non farlo. Non si sbilancia mai su nulla. È il suo modus operandi da quando è nata e le è stato detto che in molti desiderano che quelli come lei scompaiano dalla faccia della terra. Una piaga per l’inytero Mondo Magico, per la purezza del sangue e per tutte quelle stronzate.
Marlene ha ormai raggiunto i diciassette anni quando, per la prima volta nella sua vita, fa qualcosa che nessuno si sarebbe immaginato. Nel mezzo del niente, dopo l’ennesima battuta di cattivo gusto sui mezzosangie, sui nati babbani e sui sangue misti, lei non ne può più.
Guarda Regulus Black con l’aria di chi sta fissando uno scarafaggio disgustoso, uno di quelli con troppe zampe, le antenne troppo liunghe e il colore del letame, e biascica con la sfida nella voce parole che per l’altro non hanno alcun senso.
- Credo proprio che diventeremo amici – gli dice, con gli occhi lucidi per la stizza e i capelli arruffati e bindissimo. Sembra quasi una pazza e Regulus non è del tutto sicuro se stia scherzando o lo stia prendendo in giro o sia completamente fuori di zucca e sia convinta di quello che sta dicendo.
- Diventeremo amici, Regulus Black – ripete di nuovo, per sincerarsi che il Serpeverde abbia sentito quello che gli ha detto e allora il ragazzo fa una smorfia disgustata, come se fosse lui questa volta ad aver visto uno scarafaggio disgustoto, con troppe zampe e il colore della merda secca.
Marlene si rivela cocciuta e ostinata e anche piuttosto stupida quando si mette in testa qualcosa. Regulus lo impara a proprie spese, anche se continua a non comprendere quella ostinazione.
La Grifondoro gli parla come se fossero davvero amici e più lui la insulta, più le parole di lei divengono affabili e amorevoli.
Quando è solo, gli si avvicina e gli racconta della propria vita, della sua casa, dei problemi della sua famiglia, della sua sorellina che ha paura di dormire e poi di risvegliarsi scoprendo che il mondo le ha portato via la sua mamma. Regulus è indifferente a quelle parole, ma più lui la respinge, più lei si confida. Tocca le corde del suo animo, mostrandosi improvvisamente furba e orgogliosa.
- Smettile – le dice un giorno, estenuato dopo l’ennesimo racconto di una bambina mezza babbana che ha paura del buio, perché nel buio ci sono i mangiamorte – Sei pazza, non mi interessa- continua con foga e Marlene coglie un punto cieco nel suo fianco. Metaforicamente.
- Ora siamo amici – gli risponde invece lei – Perché dovrei? Voglio solo che ti ricordi di me, della bambina che si nasconde sotto le coperta la sera, della mia mamma che ci prepara i biscotti per distrarci, di mio padre che cerca di rendere tutto più bello. Voglio che ti ricordi di me e di quelli come me, del fatto che siamo persone, quando deciderai di bussare alle nostre porte per ucciderci come degli animali – continua velenosa. Implacabile. Orgogliosa.
Regulus, nella parte più oscura di sé, ha già iniziato a ripendare con un misto di rabbia e angoscia ai racconti di marlene. Quando una mattina, sopo le vacanze di Natale, Marlene non si fa vedere in Sala Grande, gli viene la nausea.
Il giorno dopo ancora arriva la Gazzetta del Profeta e il suo gufo la lascia cadere proprio davanti a lui, mentre fa colazione. In un articolo, scritto in piccolo, copare il nome della famiglia McKinnon, con una foto della ragazze, di un uomo e una donna che devono essere i suoi genitori, e di una bambina che Regulus non fatica a riconoscere come la sorella minore della ragazza. Famiglia di Nati Babbani sterminata la notte di Natale, riporta il titolo.
Regulus perde l’appetito, gli trema tutto quello che può tremargli e le sue convinzioni un po’ vacillano dolorosamente.