Molesto

Feb. 10th, 2020 11:17 pm
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[personal profile] irgio
 
  • Storia scritta per la seconda settimana del COW10
  • Prompt: Fai rumore
  • My Hero Academia;
  • 1065 parole;




Katsuki Bakugou è uno studente modello, ha ottimi voti e nessun tipo di problema di apprendimento. L’università, così come la scuola in passato, non rappresenta un ostacolo e quando ha lasciato il nido accogliente della sola casa in cui sia cresciuto e di cui ha memoria, lo ha fatto a cuor leggero. Sua madre non gli avrebbe più rotto i coglioni e il padre non è mai stato di grande compagnia, troppo preso a cercar di non farsi uccidere dalla moglie.

Bakugou è ordinato, abituato a seguire una routine piuttosto ferrea e a non abitare altro spazio della casa se non la propria stanza. Soprattutto, Bakugou non ha fratelli, cugini o altri marmocchi in famiglia, è figlio unico, e non è mai stato sottoposto al tormento di essere perennemente molestato da qualcun altro e di dover combattere per l’uso del bagno, della tv, per il possesso dell’ultimo pacchetto di patatine piccanti o dei fornelli. 

È biondo, non troppo alto e con un orologio biologico che gli impone di andare a dormire non dopo le nove di sera, come la migliore delle vecchiette. 


Eijiro Kirishima, invece, è disordinato e rumoroso. Lascia perennemente la sua roba in giro per casa, invita amici a ogni ora del giorno e cerca continuamente di coinvolgere il coinquilino nella sua vita sociale - Bakugou dopo le prime settimane e resistenze si è dovuto arrendere alla sua presenza e al fatto di dover per forza conoscere i suoi amici.

Eijiro è chiassoso e allegro, non uno studente modello, ma se la cavicchia. Non sa cucinare - dopo aver ripetutamente tentato di dar fuoco alla loro cucina. Bakugou gli ha praticamente proibito di avvicinarsi ai fornelli, figuriamoci accenderli. Non sa tenere in ordine la casa, occupa il bagno per un tempo indecente e dissemina capelli e calzini un po’ ovunque. 

- Faccia di merda - lo chiama Bakugou, dal primo giorno in cui si sono incontrati e l’altro ha risposto alla sua occhiata omicida con un sorriso tutto denti e gengive. 

Non fa che parlare, in continuazione, anche la mattina, anche prima che Bakugou abbia bevuto il suo dannato caffè e abbia fatto un patto col mondo e con se stesso per non uccidere nessuno anche quel giorno. 

 

Katsuki lo detesta, detesta il modo in cui gli sorride in modo stupido, il rumore sospetto che proviene dalla cucina ogni volta che lo lascia solo, il fatto che la sera, quando torna dalla palestra o dall’università, lo trovi sempre seduto sul divano a guardare la tv e che gli chieda di unirsi a lui - e lo fa sul serio, davvero vuole la sua compagnia, non è tanto per dire, e questa cosa turba un po’ Bakugou - detesta il fatto che Kirishima non segua i suoi stessi orari, che vada a dormire a orari improbabili, per poi alzarsi nel pieno del pomeriggio o che lo aspetti sveglio la mettina giusto per il gusto di parlargli e rompergli le palle, prima di coricarsi allegro e compiaciuto; detesta che utilizzi ogni fottuto termosifone della casa per lasciare le sue orride mutande ad asciugare o che la notte cammini per casa facendo un fracasso assurdo, come il peggiore degli elefanti - Katsuki sospetta che sia sonnambulo, ma non ha alcun intenzione di perdere tempo a scoprirlo o arrischiarsi a chiedere ed essere poi tempestato da una valanga di parole e da un chiacchiericcio assassino. 


Katsuki lo definirebbe il perfetto coinquilino di merda, anche se è gentile e allegro e non entra mai in camera sua senza permesso - ma, ed è un grande ma, l’unica volta che glielo ha lasciato fare ha poggiato il culo sul suo amato letto e non si è alzato per tipo mezza giornata - non gli ruba il cibo dalla credenza, paga regolarmente la sua quota dell’affitto e cerca di essere sempre amichevole, anche quando il biondo è consapevolmente un dito a culo. Uno di quelli con la sabbia.


 

Convivono per un intero semestre e quando Eijiro fa ritorno a casa sua, al paese, per il compleanno di non si sa chi, giusto per qualche giorno, la casa è piacevolmente silenziosa e ordinata come Katsuki non l’aveva mai vista. Il bagno è sempre libero, idem per il divano e può guardare tutti i programmi spazzatura che vuole senza la paura di perdere la faccia, la cucina non rischia di diventare un inferno infuocato e la notte non viene svegliato da alcun passo elefantesco. Un paradiso.

Il primo giorno è piacevole e rilassante. Va a dormire alle otto di seta, dopo aver guardato una serie trash di cui non faremo il nome e aver fatto una doccia insolitamente lunga e rilassante; il secondo giorno può fare colazione nella più totale tranquillità, con le orecchie che gli ronzano per il troppo silenzio. Il terso giorno inizia ad annoiarsi, chiama sua madre, fa uno zapping piuttosto inconcludente e passa mezza giornata a chiedersi perché diamine abbia voglia degli orridi soffici carbonizzati che prepara Kirishima ogni volta che lui non è abbastanza lesto da impedirgli di mettersi ai fornelli. Al quarto giorno inizia girare nudo per casa, non perché ne senta il bisogno o perché lo abbia mai desiderato, ma giusto perché si annoia -  la sua dirimpettaia apprezza molto. IL quinto giorno trova un paio degli orridi slip di Kirishima - quelli con spirali vegetali e ridicole lucertole di dubbio gusto - dimenticati su uno dei termosifoni e inizia a sbraitare da solo, senza un motivo.


Quando, alla fine, la chiave gira nella toppa della porta e Bakugou sente un macello fin troppo familiare, sguscia fuori dal letto e si fionda fuori dalla sua stanza con l’aria di chi sta per commettere uno degli  omicidi più efferati della storia o per lanciarsi come un assetato su una bottiglia d’acqua trovata per miracolo in auto, quando fuori fanno quaranta gradi e tu sei il classico coglione che se ne va in giro allegramente attendendo di morire essiccato. 

- Era ora, faccia di merda - gli dice, quando Kirishima fa ritorno a casa loro per poi tirargli addosso gli slip imbarazzanti trovati qualche giorno prima. I capelli sono sempre ridicolmente rossi e gellati verso l’alto e le mutande diventano improvvisamente un improbabile copricapo.

- È una proposta? - gli chiede allora l’altro, e l’insulto volgare e creativo che proviene dalla stanza di Bakugou lo fa ridere nel modo rumoroso e molesto, proprio solo alla sua persona 

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