Feb. 10th, 2020

Scaglia

Feb. 10th, 2020 04:15 pm
irgio: (Default)
 
  • Storia scritta per la seconda settimana del COWT10;
  • Fandom!AU | Beastars!AU
  • KiriBaku;
  • Parole: 1142 parole 












- No, cazzo, sei proprio un coglione - brontola, mostrando i denti e agitando la coda - Così? Hai capito, cazzo? - gli dice, colpendo l’altro sulla testa con un quaderno arrotolato e mostrandogli la giusta formula da utilizzare.

Kirishima sorride, mostrando una serie di denti appuntitissimi e bianchi - Ohich - si fa sfuggire, massaggiandosi la parte offesa e spargendo piccole scaglie rosse ovunque. La cresta squamosa che gli sta ridicolmente dritta sulla testa ondeggia leggermente all’indietro e poi torna immediatamente alla posizione originale. Dritta verso l’altro, contro tutto e tutti, in una buffa e ridicola sfida alla forza di gravità. 

- Guarda che questo esercizio non lo abbiamo fatto, che roba è? - borbotta, con una punta di riso nella voce e l’aria di chi sa che verrà colpito ancora e ancora prima che quella giornata sia finita.

- Smettila di lasciare questo schifo ovunque - risponde invece l’altro, del tutto disinteressato alle proteste di Kirishima, togliendosi una squama rossa dalla divisa scolastica e sfoggiando un’espressione inorridita e teatrale che diventa ancora più ridicola sulla sua faccia, di solito atteggiata in un cipiglio severo e rigido.

- Scusa - risponde Kirishima lievemente a disagio, togliendogli la scaglia dalle mani e infilandosela nella tasca della felpa - è il periodo della muta, sai? Fate qualcosa di simile anche voi, sai? Ho una collezione di peli gialli su tutti i vestiti, sai? - e fa ondeggiare le sopracciglia e gli indica del pelo biondo attaccato sui polsini della felpa grigia e vecchia che indossa.

In realtà non è proprio sicuro che siano di Bakugou, in quel periodo i mammiferi perdono davvero tanto pelo e solo girare per i corridoio della scuola equivale a diventare un ricettacolo di peli. Potrebbero essere i suoi tanto quanto quelli di Kaminari, ma il biondo non sembra farci troppo caso e si arriccia un ciuffo chiaro agli angoli del muso. 

- Fanculo - gli dice solo, e poi lo colpisce di nuovo con lo stesso quaderno giallo di qualche istante prima.




Bakugou è un grosso lupo dal pelo biondo e ispido, un carnivoro di grandi dimensioni, uno di quelli da cui è meglio tenersi lontani, e non ha per niente l’indole pacata e pacifica che di solito è richiesta e suggerita  ai carnivori che vogliono frequentare luoghi comuni anche agli erbivori. È aggressivo, feroce e spesso mostra le zanne anche quando non è necessario, ma non ha mai fatto del male a nessun erbivoro e il suo curriculum è costellato semplicemente da piccole risse, ma sempre con altri mammiferi. Di solito se la prende con Deku, un canide con cui divide i corsi e il dormitorio. Niente di troppo serio o preoccupante. Evita la compagnia degli erbivori, non parla con loro - come con nessun altro del resto - ma questi hanno comunque paura di lui e scappano appena ne fiutano l’odoro, sicché non c’è mai occasione che si scontrino con il lupo. 

Nonostante ciò. È uno studente brillante, tra i primi della scuola e gode quindi ti tutta una serie di privilegi - può fare pause più lunghe, ha diritto a uscire un po’ più spesso dei suoi compagni, non è mai costretto a lasciare le attività del club per seguire qualche stupido corso di recupero - ma anche di un obbligo piuttosto spiacevole e fastidioso. È un tutor, contro la sua volontà ovviamente, all’inizio del semestre gli è stato affidato uno studente da seguire e aiutare con lo studio; deve assicurarsi che segua il programma e sani le lacune. Fastidioso, ma dovrebbe essere facile, in teoria. Nella realtà Kirishima è un’enorme spina nel fianco e a distanza di mesi, Katsuki non vede ancora la luce alla fine del tunnel. Non riesce a ficcare in quella stupida testa neanche gli esercizi più semplici e quello che sembra aver capito la volta prima, quella successiva è come se si fosse completamente volatilizzato. zero, vuoto, encefalogramma del tutto piatto. 

Kirishima, invece, è un rettile. Un grande carnivoro anche lui, con le squame rosse e lucide, un’incredibile dentatura fatta di molteplici filari appuntiti e una grossa cresta di un rosso più scuro sulla sommità della testa. - Sembri un gallo del cazzo - gli aveva detto Katsuki la prima volta che lo aveva visto e lui ne era rimasto un po’ interdetto. Dopo, tornato in camera, si era guardato allo specchio e aveva riso, ammettendo che forse sì, sembrava un po’ un gallo.

 

Ha un animo più mite, un’indole più pacifica e allegra del compagno e la faccia perennemente sorridente, anche se i suoi denti di solito fanno rabbrividire gli erbivori e creano non poche incomprensioni con gli altri carnivori - Cerchi guai, dentone?-

È allegro e socievole, la sua fedina scolastica è pulita se non per qualche richiamo sporadico per risse non iniziate da lui e una serie di voti altalenanti, non sempre troppo positivi. - è intelligente, ma non si applica - è il mantra degli incontri genitori - insegnanti e affidarlo alle cure di Katsuki è diventata un’esigenza. 

Kirishima rientra negli animali velenosi, quindi per legge gli sono preclusi i rapporti con le altre specie, per non correre il rischio di infettare qualcuno accidentalmente e ucciderlo. Può avere un rapporto amichevole con gli altri animali, ma non un interesse amoroso e la cosa non gli è mai pesata particolarmente, poi ha conosciuto Katsuki e ha iniziato a chiedersi se davvero quella misura fosse necessaria. insomma, sarebbe davvero incapace di contenere i suo veleno e fare del male all’altro? Si risponde sempre di no. 



Bakugou sembra del tutto indifferente agli approcci dell’altro, del tutto disinteressato al suo blaterare o a legare più del dovuto con Eijiro e questo non è mai abbastanza acuto da accorgere di come, man mano, le spiegazioni del biondo si facciano più lunghe, più dettagliate, come il tempo delle loro lezioni si dilati e passi dall’ora canonica alle due, tre. Tutta una sequela di insulti e botte, sì, ma meno violente e più amichevoli. 


 

Quando la lezione finisce, Kirishima recupera le sue cose e Katsuki gli riconsegna il suo quaderno - sì, il lupo trova un senso di piacevole compiacimento nel colpirlo con il suo stesso quaderno, una botta in più all’orgoglio del rettile.

- Allora ci vediamo la prossima volta - gli dice Kirishima, passandosi una zampa sulla cresta e facendola ondeggiare. Non accenna ad andarsene, fermo sulla soglia della stanza dell’altro. Passano uno, due, tre, quattro minuti senza che si dicano niente, poi il lupo sbuffa, fa roteare gli occhi - Togliti dai coglioni - ringhia e poi gli sbatte la porta in faccia.

La sua coda lo tradisce, ondeggiando frenetica. Scodinzola felice, ma Kirishima non sembra essersene accorto, così come non sembra aver notato che l’altro si sia infilato in tasca una delle sue scaglie e ci abbia giocato, passandosela tra le dita, per tutta la durata del loro incontro.








POST-IT

Feb. 10th, 2020 10:59 pm
irgio: (Default)
- Storia scritta per la seconda settimana del COWT10;
- My Hero Academia;
- Fandom!AU - Le regole del delitto perfetto !
 AU
- 602 PAROLE



 Kirishima è notoriamente un coglione, è il primo modo in cui i suoi amici lo descrivono affettuosamente e al tempo stesso l’aggettivo che ironicamente usa lui stesso quando vuole presentarsi in modo non troppo formale. Ha vent’anni, la faccia liscia e dei capelli di un rosso irreale, perennemente tirati su con il gel.

- Capelli di merda - lo chiama non troppo affettuosamente il suo coinquilino.


Uno dei problemi principali di Kirishima è la noia. È la tipica persona che non è in grado di stare ferma in un solo posto per più di mezzo secondo e che trova ogni cosa ragionevole per distrarsi. Quando Bakugou lo lascia da solo a casa - quindi la maggior parte del tempo - occupa le sue giornate giocando alla play o mettendo a soqquadro la loro abitazione. Lui ci prova a non farlo, davvero, ma come si muove si muove crea scompiglio o fa danno. Probabilmente l’unico motivo per cui il suo coinquilino non lo ha ancora ammazzato è che paga l’affitto in tempo e va a fare la spesa. 



Una mattina Bakugou si alza, va a fare colazione e trova sul cartone del latte - il suo fottuto cartone del latte - un post-t con su scritto “so quello che hai fatto”. - Porca puttana - borbotta, meno rumorosamente del solito e si guarda intorno, come se si aspettasse di trovarsi una telecamera puntata sul muso.

Kirishima si alza diverse ore dopo e ha l’aria innocente di chi non ne sa nulla e va a chiudersi in bagno. Bakugo per la prima volta, dopo più di un anno dall’inizio della loro convivenza, vaglia l’idea di non aver a che fare con un perfetto idiota.


Nel college che frequenta è avvenuto un omicidio e una scomparsa, i telegiornali non fanno che parlarne, anche a distanza di mesi, e i media sono perennemente a caccia di nuove informazione per tenere viva l’attenzione del pubblico ed evitare che gli spettatori spostino il loro campo di interesse sui nuovi cappellini più alla moda della stagione per conigli e gatti o su improbabili scoop che ritraggono la celebrità di turno coinvolta in qualche scandalo osceno.

Bakugou lo sa e come il resto dei suoi complici tiene un profilo basso, cerca di evitare, sorprendentemente, le risse e non fa mai cenno della cosa. Finge che la cosa non li riguardi e fino a quella mattina crede di essere un fottuto genio. Poi trova il post-it e il mondo gli cade addosso. 


Kirishima lo ha scoperto, anche se non sa esattamente come, ma sa il suo segreto e Bakugou passa i giorni successivi a chiedersi se deve dirgli qualcosa o aspettare che faccia la sua mossa e sperare per il meglio. Aspettare non è nelle sue corde, è contro la sua natura e così resiste solo un paio di giorni a continuare a comportarsi come se nulla fosse. Al quarto giorno fa una cosa del tutto inaspettata e, dopo cena, si siede sul divano con il coinquilino a guardare un programma tv di dubbio gusto. Il giorno seguente lo aspetta per mangiare insieme e quello dopo ancora si mette a studiare in salotto, mentre l’altro gioca alla play. 

Kirishima trova la cosa piuttosto piacevole, anche perché nei momenti morti Bakugou si rivela essere un passatempo piuttosto interessante. 

Dopo una settimana che lo strano comportamento persiste Kirishima inizia a chiedersi se non sia il caso di dire all’altro che era solo uno scherzo e che non ha la più pallida idea se il biondo abbia in camera un altarino su Justin Bieber, faccia uso di droghe o una passione per il cosplay.

Molesto

Feb. 10th, 2020 11:17 pm
irgio: (Default)
 
  • Storia scritta per la seconda settimana del COW10
  • Prompt: Fai rumore
  • My Hero Academia;
  • 1065 parole;




Katsuki Bakugou è uno studente modello, ha ottimi voti e nessun tipo di problema di apprendimento. L’università, così come la scuola in passato, non rappresenta un ostacolo e quando ha lasciato il nido accogliente della sola casa in cui sia cresciuto e di cui ha memoria, lo ha fatto a cuor leggero. Sua madre non gli avrebbe più rotto i coglioni e il padre non è mai stato di grande compagnia, troppo preso a cercar di non farsi uccidere dalla moglie.

Bakugou è ordinato, abituato a seguire una routine piuttosto ferrea e a non abitare altro spazio della casa se non la propria stanza. Soprattutto, Bakugou non ha fratelli, cugini o altri marmocchi in famiglia, è figlio unico, e non è mai stato sottoposto al tormento di essere perennemente molestato da qualcun altro e di dover combattere per l’uso del bagno, della tv, per il possesso dell’ultimo pacchetto di patatine piccanti o dei fornelli. 

È biondo, non troppo alto e con un orologio biologico che gli impone di andare a dormire non dopo le nove di sera, come la migliore delle vecchiette. 


Eijiro Kirishima, invece, è disordinato e rumoroso. Lascia perennemente la sua roba in giro per casa, invita amici a ogni ora del giorno e cerca continuamente di coinvolgere il coinquilino nella sua vita sociale - Bakugou dopo le prime settimane e resistenze si è dovuto arrendere alla sua presenza e al fatto di dover per forza conoscere i suoi amici.

Eijiro è chiassoso e allegro, non uno studente modello, ma se la cavicchia. Non sa cucinare - dopo aver ripetutamente tentato di dar fuoco alla loro cucina. Bakugou gli ha praticamente proibito di avvicinarsi ai fornelli, figuriamoci accenderli. Non sa tenere in ordine la casa, occupa il bagno per un tempo indecente e dissemina capelli e calzini un po’ ovunque. 

- Faccia di merda - lo chiama Bakugou, dal primo giorno in cui si sono incontrati e l’altro ha risposto alla sua occhiata omicida con un sorriso tutto denti e gengive. 

Non fa che parlare, in continuazione, anche la mattina, anche prima che Bakugou abbia bevuto il suo dannato caffè e abbia fatto un patto col mondo e con se stesso per non uccidere nessuno anche quel giorno. 

 

Katsuki lo detesta, detesta il modo in cui gli sorride in modo stupido, il rumore sospetto che proviene dalla cucina ogni volta che lo lascia solo, il fatto che la sera, quando torna dalla palestra o dall’università, lo trovi sempre seduto sul divano a guardare la tv e che gli chieda di unirsi a lui - e lo fa sul serio, davvero vuole la sua compagnia, non è tanto per dire, e questa cosa turba un po’ Bakugou - detesta il fatto che Kirishima non segua i suoi stessi orari, che vada a dormire a orari improbabili, per poi alzarsi nel pieno del pomeriggio o che lo aspetti sveglio la mettina giusto per il gusto di parlargli e rompergli le palle, prima di coricarsi allegro e compiaciuto; detesta che utilizzi ogni fottuto termosifone della casa per lasciare le sue orride mutande ad asciugare o che la notte cammini per casa facendo un fracasso assurdo, come il peggiore degli elefanti - Katsuki sospetta che sia sonnambulo, ma non ha alcun intenzione di perdere tempo a scoprirlo o arrischiarsi a chiedere ed essere poi tempestato da una valanga di parole e da un chiacchiericcio assassino. 


Katsuki lo definirebbe il perfetto coinquilino di merda, anche se è gentile e allegro e non entra mai in camera sua senza permesso - ma, ed è un grande ma, l’unica volta che glielo ha lasciato fare ha poggiato il culo sul suo amato letto e non si è alzato per tipo mezza giornata - non gli ruba il cibo dalla credenza, paga regolarmente la sua quota dell’affitto e cerca di essere sempre amichevole, anche quando il biondo è consapevolmente un dito a culo. Uno di quelli con la sabbia.


 

Convivono per un intero semestre e quando Eijiro fa ritorno a casa sua, al paese, per il compleanno di non si sa chi, giusto per qualche giorno, la casa è piacevolmente silenziosa e ordinata come Katsuki non l’aveva mai vista. Il bagno è sempre libero, idem per il divano e può guardare tutti i programmi spazzatura che vuole senza la paura di perdere la faccia, la cucina non rischia di diventare un inferno infuocato e la notte non viene svegliato da alcun passo elefantesco. Un paradiso.

Il primo giorno è piacevole e rilassante. Va a dormire alle otto di seta, dopo aver guardato una serie trash di cui non faremo il nome e aver fatto una doccia insolitamente lunga e rilassante; il secondo giorno può fare colazione nella più totale tranquillità, con le orecchie che gli ronzano per il troppo silenzio. Il terso giorno inizia ad annoiarsi, chiama sua madre, fa uno zapping piuttosto inconcludente e passa mezza giornata a chiedersi perché diamine abbia voglia degli orridi soffici carbonizzati che prepara Kirishima ogni volta che lui non è abbastanza lesto da impedirgli di mettersi ai fornelli. Al quarto giorno inizia girare nudo per casa, non perché ne senta il bisogno o perché lo abbia mai desiderato, ma giusto perché si annoia -  la sua dirimpettaia apprezza molto. IL quinto giorno trova un paio degli orridi slip di Kirishima - quelli con spirali vegetali e ridicole lucertole di dubbio gusto - dimenticati su uno dei termosifoni e inizia a sbraitare da solo, senza un motivo.


Quando, alla fine, la chiave gira nella toppa della porta e Bakugou sente un macello fin troppo familiare, sguscia fuori dal letto e si fionda fuori dalla sua stanza con l’aria di chi sta per commettere uno degli  omicidi più efferati della storia o per lanciarsi come un assetato su una bottiglia d’acqua trovata per miracolo in auto, quando fuori fanno quaranta gradi e tu sei il classico coglione che se ne va in giro allegramente attendendo di morire essiccato. 

- Era ora, faccia di merda - gli dice, quando Kirishima fa ritorno a casa loro per poi tirargli addosso gli slip imbarazzanti trovati qualche giorno prima. I capelli sono sempre ridicolmente rossi e gellati verso l’alto e le mutande diventano improvvisamente un improbabile copricapo.

- È una proposta? - gli chiede allora l’altro, e l’insulto volgare e creativo che proviene dalla stanza di Bakugou lo fa ridere nel modo rumoroso e molesto, proprio solo alla sua persona 

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